Notizie da Roma Antica
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| 02.02.2010 23:47, Silvia Lambertucci from ANSA |
| Il Caput Aquae, acquedotto di Traiano Scoperta la prima sorgente, risale al 109 d.C., vicino a Bracciano ![]() Rimasto sconosciuto fino ai nostri giorni, è stato incredibilmente ritrovato nella provincia di Roma, in una zona sul Fosso della Fiora al confine tra il comune di Manziana e di Bracciano, il Caput Aquae dell'acquedotto di Traiano, ovvero la prima sorgente del percorso attorno al lago di Bracciano dell'acquedotto inaugurato nel 109 d.C. per servire la zona urbana di Trastevere. A fare la scoperta, due documentaristi inglesi, Michael e Ted O'Neill, impegnati in una ricerca sugli acquedotti romani, che si sono imbattuti nei resti di un ninfeo con straordinarie volte colorate in blu egizio. E l'importanza del ritrovamento è confermata dall'archeologo Lorenzo Quilici, professore di topografia antica all'università di Bologna, che definisce il ninfeo "stupefacente". Coperto da una grotta artificiale che accoglieva una cappella della Madonna, risistemata agli inizi del Settecento dai principi Odescalchi - anticipa Quilici che il 28 gennaio illustrerà la scoperta insieme con Michael e Ted O'Neill in una conferenza stampa a Roma - è venuto fuori un monumento "che si è rivelato un ninfeo, costruito all'origine delle prime sorgenti dell'acquedotto", un monumento straordinario, dice il professore, "che possiamo paragonare al Canopo di Villa Adriana o al Ninfeo di Egeria nel Triopo di Erode Attico sull'Appia Antica. http://www.ansa.it/web/notizie /rubriche/cultura/2010/01/23/v isualizza_new.html_1676684654. html |
| 02.02.2010 23:35, Massimiliano Livoretti from Urloweb |
Giornate fortunate e sfortunate a Roma![]() Si dice “giornata nera” alludendo ad una giornata particolarmente sfortunata, dopo che questa è trascorsa. Tale modo di dire risale ai tempi dell’antica Roma in cui si pensava vi fosse appunto un giorno particolarmente sfortunato al mese in cui era vietato intraprendere qualunque attività sia lavorativa che privata. Tale giornata cadeva in genere dopo le idi che erano il tredicesimo o il quindicesimo giorno del mese, dopo le none ( che erano invece il quinto o il settimo giorno ) o dopo le calende ( ossia il primo del mese ). Tra le giornate nere vi era il 18 luglio perché in quella data del 387 a.C. Roma aveva subito una pesante sconfitta da parte dei Galli. La giornata nera era contrassegnata da una pietra nera sul calendario al contrario dei giorni particolarmente fortunati che erano segnalati con una pietra bianca e che hanno dato origine al modo di dire albo signanda lapillo che significa “giorno da segnare con una pietra bianca”. Da qui forse deriverebbe il proverbio romanesco cosa da facce un segno cor carbone bianco che sta ad indicare un evento insolito e felice. http://www.urloweb.com/rubrich e/misteri-di-roma/1796-giornat e-fortunate-e-sfortunate-a-rom a-antica.html |
| 31.01.2010 02:00, Giovanna Dall'Ongaro from Galileo |
| Geniali questi romani! Oltre 100 machinae antiche esposte al Museo della Civiltà Romana fino al 5 aprile. Mulini, gru, ordigni bellici ricostruiti in scala e perfettamente funzionanti. Gli antichi romani avevano un sogno: semplificare il più possibile la vita quotidiana per assicurare a tutti i cittadini un generale benessere. Per questo si sono dedicati con una perseveranza mai più eguagliata alla costruzione di opere di pubblica utilità come gli acquedotti, le terme, le fognature. Ma come facevano a realizzarle? Ovvero, sulla base di quali scoperte tecnico scientifiche si è potuta sviluppare l’antica Roma? La mostra Machina. Tecnologia dell’Antica Roma nasce proprio per dare risposta a queste domande. Oltre 100 esempi della tecnologia che ha reso grande l’Impero romano saranno in mostra nella Capirale fino al 5 aprile nelle sale del Museo della Civiltà Romana www.museociviltaromana.it : reperti archeologici, ricostruzioni virtuali e ma soprattutto riproduzioni in scala che possono essere toccate e messe in funzione. Protagoniste della mostra didattico-scientifica, curata da Rita Correnti Percivalli dell’Associazione Piazza Duomo di Spoleto, sono infatti le macchine: da quelle per costruire ponti e acquedotti, a quelle per combattere in guerra, dalle tecnologie per facilitare gli spostamenti a quelle per misurare lo spazio e il tempo, dagli attrezzi per coltivare i campi, agli strumenti per curare i malati, ai marchingegni per allietare il tempo libero. http://www.galileonet.it/multi media/12289/geniali-questi-rom ani |
| 31.01.2010 01:57, Patrizia Ciuferri from Archivio Armando Pizzinato |
La Colonna Traiana, simbolo di un impero e dell’uomo che l’ha fatto grande![]() Sale per i suoi 38 metri d’altezza come fosse un papiro che si srotola: è la Colonna Traiana detta anche “coclide” (tipica colonna romana decorata da una serie di immagini che si arrotola attorno e che contiene una scala a chiocciola all'interno), dalla spirale di scultura narrativa che la avvolge. E’ uno dei monumenti più belli ed imponenti dell’antica Roma, nonché carattere distintivo dei Fori Traiani. Ultimo grande conquistatore dell’Impero Romano, Traiano combatté e sconfisse le popolazioni germaniche, i parti, invase l'Armenia, la Siria, la Mesopotamia., portando l’impero romano alla sua massima estensione. L’operazione militare per cui il suo nome è rimasto inciso nella storia, è su tutte la conquista della Dacia fra il 101 e il 106 d.C. I daci erano una popolazione nomade, diventate poi stabile, che viveva nella zona a nord del Danubio, dove ora sorge la Romania. Traiano organizzò un’ardua spedizione, che si concluse con la vittoria romana nell’arco di 5 anni, a seguito della quale Roma colonizzò la regione che ancora oggi parla una lingua derivante dal latino, il romeno, nonostante la Romania confini solo con paesi di lingua slava. In memoria di questa grande impresa fu scolpito a Roma uno dei più grandi capolavori dell'arte romana la Colonna Traiana, situata nel Foro Traiano, all'interno del Foro Romano, con lo scopo di celebrare ma soprattutto descrivere con delle didascalie, che si slungano per la colonna a spirale come un papiro, dal basso verso l'alto, che fossero in grado di raccontare tutte le imprese dell'imperatore. Come la pellicola di un film le scene si snodano in fotogrammi di ben 200 metri e con 23 giri intorno alla colonna. Nelle migliaia di figure, di uno spessore che varia dai 2 ai 3 centimetri, l’imperatore Traiano è raffigurato 58 volte. Non lo sappiamo con certezza ma pare che a concludere l’opera nel 113 d.C. fu Apollodoro di Damasco, grande architetto che aveva già progettato il Foro Traiano. Splendido esempio di fusione tra architettura e scultura, è alta oltre 30 metri (39,83, calcolando il basamento) ed ha un diametro di 6 metri. http://www.ezrome.it/siti-arch eologici/la-colonna-traiana-si mbolo-di-un-impero-e-dell-uomo -che-l-ha-fatto-grande-1534.ht ml |
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